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Ma, allora, Mi credete o no?

Una bimba statunitense è morta per malattia perché i genitori, prendendo la Bibbia alla lettera, si sono affidati esclusivamente alla preghiera e alla certezza che "le guarigioni vengano solo da Dio" (così recita la notizia trovata grazie a lui).
Folli? Forse, dipende dai punti di vista. Di sicuro, coerenti. In effetti, se le poche informazioni sono corrette, la posizione adottata dai due devoti non fa una grinza: essi hanno tenuto un comportamento consequenziale ineccepibile, dimostrando un gesto di fede incondizionata che non lascia spazio a dubbi, e si sono abbandonati totalmente al divino. Perché non farlo? Loro in Dio ci credono (o ci credevano) veramente, non come molti che implorano il cielo perché salvi una persona cara e contemporaneamente la portano al primo ospedale per le cure del caso. Ma coloro che decidono di tenere il piede in due scarpe, oltre a essere causa di una ridondanza che toglie posti letto a chi la fede non ce l'ha, non si rendono conto che è un atteggiamento poco carino nei confronti del loro Signore?
Insomma, fossi in Lui, ci rimarrei maluccio. Che fede è questa?

Eppure una tale prova di dedizione al Divino sembra non aver riscosso l'approvazione dei concittadini di questa impavida coppia che, adesso, è stata incriminata. Fortunatamente, per affrontare e uscire indenni dal processo, sarà sufficiente potersi permettere la parcella di un modesto avvocato + un dollaro: sì, una banconota da esibire e sulla quale c'è impressa la scritta "In God we trust".
La giuria non potrà che assolverli. O no?

Pubblicato il 30/4/2008 alle 15.24 nella rubrica La Macchina del Tempio.

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